top of page

Una lettera a me stessa (o consigli che avrei desiderato ricevere all'esordio di questo 2020)


30 dicembre 2019


Cara me,


prima di proseguire con la lettura di questa lettera, prendi un bel respiro, allaccia le cinture e preparati a quello che sto per dirti: l’anno che verrà sarà in assoluto il più imprevedibile della tua vita. No, non solo della tua.


Lo sarà per tutti, davvero. Senza eccezioni.


Ci tenevo a riferirtelo di persona, perché nessuno lo farà al posto mio, nessuno sarà in grado di prevedere un fenomeno di tale portata.

Ben presto, saranno tutti impegnati a ingegnarsi su come affrontare un nemico invisibile, causa scatenante di una pandemia mondiale che farà vacillare ogni certezza, per cui, prendi nota di questo monito: continua così come tu sai fare, e gioisci del tuo non sentirti mai a posto o del tutto adatta, perché sarà proprio questa tua capacità di saperti mettere sempre in discussione, e la forte tendenza all'ascolto, che ti aiuteranno ad affrontare la sfida che ti attende.


So come ti senti. Hanno definito questo stato d'animo sindrome dell'impostore, infliggendo un'accezione negativa al timore di non essere all'altezza, ci hanno prodotto tanta letteratura su come vincerla. E so che tra i tuoi buoni propositi del 2020 c'è la volontà di sconfiggerla. Invece tu, tu ascolta me: continua sempre a dubitare, non interiorizzare del tutto i successi che ti sei portata a casa e fa tesoro delle critiche, costruttive e non, dando sempre più importanza a ciò che potevi fare meglio e al modo di pensare di chi ti circonda, perché solo così sarai in grado di vedere le cose sempre da diverse prospettive. Solo così saprai reagire e praticherai la resilienza.


Tieni a mente questa frase, perché sentirai la responsabilità di diffonderla intorno a te. In famiglia, in ufficio, nel team, attraverso la voce di un brand, magari anche due.


Continua ad ampliare le tue competenze, non fermarti mai anche quando ti diranno che è sufficiente e sembrerà di aver raggiunto l'apice.

Abbi sete di conoscenza, cerca il confronto dal basso e dall'alto, soprattutto quando ti troverai a sguazzare nelle acque della tua comfort zone. Fallo e sarai ancora più flessibile agli eventi, fallo e saprai evolvere con essi. Fallo e ne uscirai sempre più arricchita.

Abbi però anche sempre fiducia nelle tue capacità, specie quando ti troverai faccia a faccia con un periodo che proverà a farti crollare. Lo so, non è quello che vorresti sentirti dire oggi, ma don’t panic. Niente panico.


Non mi deluderai, farai bene.


Ad un anno di distanza posso assicurarti che hai fatto bene, perché hai preferito sempre guardare il bicchiere mezzo pieno nonostante le circostanze. Hai fatto bene perché hai voluto interrogarti su come riprendere il controllo, piuttosto che gettare la spugna e farti travolgere. Hai fatto bene perché tra la cosa migliore e quello che sembra giusto, hai optato per la strada più difficile e l'hai percorsa fino alla fine.


Il consiglio che sento di darti per affrontare questo duro anno è di lottare sempre per mantenere la tua integrità e il senso di coerenza, c'è chi dice che sono concetti alla base della resilienza.


Non so, però se sarai in grado di capire cosa accadrà potrai fronteggiarlo, se potrai fronteggiarlo rafforzerai l’idea di te come persona capace di gestire le difficoltà e troverai un senso positivo a quanto ti accadrà. Allora vedrai, sarai libera.


Ti libererai definitivamente del cliché di capo "classico", focalizzato su task e controllo, poco avvezzo a considerare i collaboratori come insieme di competenze, emozioni e bisogni, e andrai dritta per la tua strada preferendo sempre l'empatia al comando e sarai pronta a navigare nelle incertezze, mettendo a frutto il tessuto di relazioni e nuance emozionali che costruirai di giorno in giorno con collaboratori e colleghi.


Sarai libera perché, nonostante i tempi duri, saprai cogliere la bellezza collaterale che si cela dietro le grandi tragedie e apprezzerai ancor di più il lavoro di squadra, che unirà là dove il virus vorrà dividere. E il contagio per te sarà grande effetto da preservare e accrescere.

Poi studierai, studierai tanto per trovare soluzioni che siano fuori dall'ordinario, là dove lo straordinario sarà preponderante. Avrai il coraggio di osare e compiere errori imparando da essi, specie quando ti verrà detto che non potrai sbagliare. E farai bene, anche se ti diranno che non è corretto.


Tienilo a mente: non dovrai innamorarti mai troppo di un'idea o un progetto senza avere poi la forza di metterlo in discussione e di stravolgerlo quando serve, per raggiungere l'obiettivo. Non innamorarti dell'idea, innamorati dell'obiettivo.


E osa, osa sempre, perché non sarà tutto da buttare questo 2020, sai?


Pensa che già dai primi giorni di allerta, verrà accolto in ogni ambito e settore il valore dell'agilità e si inizierà a convincersi che il lavoro è indipendente dal luogo in cui viene praticato. Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe successo in così poco tempo?!

Immagina, saremo tutti costretti a restare chiusi nelle proprie case, lontano dagli spazi affollati, uffici, sale riunioni. Sarà la resa dei conti: chi avrà puntato tutto sull’esperienza, sulle competenze, sulle best practices rigide e circoscritte, e sul controllo, oggi nel mondo dove vivo io, si trascineranno.


Chi avrà puntato alla trasversalità, alla collaborazione e scommesso sulla capacità di chi è in grado di affrontare con efficacia le sfide continue di un mercato sempre più liquido e imprevedibile, avrà la meglio.

Ah, senti questa. L'incapacità di comunicare con i vecchi metodi darà un boost pazzesco al processo di digitalizzazione di tante realtà - e quindi ci potrà essere da parte tua tanta tanta sperimentazione su più livelli - e assisterai all'adozione di modalità di organizzazione del lavoro fondata sulla responsabilizzazione delle persone e dei gruppi, su processi di open leadership, sull’engagement e sulla collaborazione. Sebbene non tutti ne capiranno subito il vero significato, e in tanti abuseranno della parola smart working, sovrapponendola a remote working, pensaci: abbiamo vinto.

Assisteremo ad uno switch culturale che sposterà il focus su collaborazione, fiducia e senso di scopo, una vera e propria vaccinazione di massa, per un'immunità di greggie al comando di facciata e senza vera direzione.


Questo anno che ti appresti a vivere ti abituerà a pensare con lucidità, freddezza.

Ci vorrà un po' di tempo e non posso dire che sarà semplice, ma alla fine, anche tu, arriverai ad oggi con la mia stessa consapevolezza e riporrai le giuste speranze nel 2021.


Ti anticipo che il 2020 per te si aprirà con una promessa che (scusa lo spoiler) non verrà mantenuta, ma si concluderà con il trionfo del tuo coraggio. E questo verrà ripagato.


Auspicando in un 2021 migliore, ti saluto e ti ringrazio per tutto quello che farai.


Un abbraccio,

Laura


P.S.


So che ti aspettavi qualche numero fortunato o un’anticipazione dei risultati vincenti di qualche match sportivo che si disputerà nei prossimi giorni, ma questa fase l'abbiamo già passata, sia te che io.


Quindi andiamo oltre. Bisogna sempre guardare verso il futuro.

E questa lettera è un po' un modo per ricordarlo.


126 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page