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Marketing Horror Stories: gli errori più comuni nel Digital Marketing

Aggiornamento: 14 gen 2022

Una raccolta di tattiche e strategie che mettono paura al pubblico e qualche consiglio per evitarle.

Ci siamo, mancano davvero poche ore a Halloween. E noi siamo pronti.


Abbiamo arricchito le nostre ADS con zucche intagliate, gatti neri e streghe volanti, lanciato la promozione lampo, abbiamo pronta la comunicazione di brand in linea con il mood della festa più spaventosa dell'anno...


Insomma, ci diamo davvero un gran da fare in questo periodo per impressionare.


Spesso, però, non ci rendiamo conto che a spaventare i nostri clienti - spaventarli per davvero dico eh -non sono tanto le nostre progettualità, le tattiche che abbiamo studiato con certosina attenzione, il design creepy, il font da brividi... ma siamo proprio NOI.


E avviene tutti i giorni dell'anno, non solo la sera del 31 ottobre, se non siamo realmente interessati alle persone e non prestiamo ascolto alle loro esigenze e ai loro feedback.


Questo succede quando continuiamo a ripetere gli stessi errori con le nostre strategie e ignoriamo i segnali di avvertimento del nostro pubblico. Quando insistiamo con le nostre convinzioni, concentrandoci solo su noi stessi, sui nostri prodotti, sui nostri obiettivi e sul nostro brand senza mai mettere nulla in discussione. Quindi, sostanzialmente, tutte le volte che assumiamo un atteggiamento di chiusura che si tramuta inevitabilmente in un'esperienza da INCUBO per i nostri clienti.


Inconsapevolmente agiamo come in una pellicola horror dove purtroppo... le vittime sono i nostri clienti e noi, i cattivi a spaventarli e tormentarli.


Un'esperienza così negativa che li spinge a correre lontano e al sicuro, nelle braccia della concorrenza, e che ha un grande impatto negativo sulla reputazione del marchio e sul nostro fatturato più in generale.


Per evitare che questo accada, e per celebrare Halloween insieme con una breve maratona horror, scopriamo quali sono gli errori più comuni nel digital marketing (che ci presentano agli occhi del nostro pubblico come i cattivi più temuti del cinema del terrore) e come agire per regalare loro un lieto fine.


Errore #1 : Email Marketing effetto Shining

✉️Il mattino ha l'oro in bocca.

✉️Il mattino ha l'oro in bocca.

✉️Il mattino ha l'oro in bocca.

✉️Il mattino ha l'oro in bocca.


Hey, Jack Torrace, non esagerare con la frequenza di email che invii alla tua mailing list.


Lo so, le DEM sono uno strumento potentissimo e affascinante che consente di dialogare direttamente con il tuo cliente a costo zero ma... inviando comunicazioni troppo di frequente, praticamente stai tentando di entrare nel suo privato con un'accetta e l'ira negli occhi.


Non è molto carino, non trovi?


Le persone ricevono centinaia di email ogni giorno e inviarne altrettante con messaggi puramente promozionali e automatici, non fa che sovrasaturare la casella di posta generando disagio e frustrazione nel tuo potenziale acquirente.


Questo atteggiamento alla Jack di Shining spingerebbe l'utente che si è iscritto alla tua newsletter a perdere fiducia e interesse per te, portandolo all'unsubscribe che comporterebbe la perdita definitiva di un canale di comunicazione one-to-one privilegiato.


Consiglio:

Instaura un flusso comunicativo di valore per il tuo utente finale, alternando le mail promozionali a DEM che raccontano la tua storia, che offrono informazioni utili per affrontare e risolvere un suo problema (consigli in pillole, articoli informativi, video tutorial...) e creino un legame emotivo e di fiducia tra il tuo lettore e il tuo brand.


Errore #2 : Se lo guardi, sei finito. Il retargeting alla The Ring

Chiunque si azzardi a guadare la tua ADS verrà perseguitato per sette giorni o anche più.

Ma sei proprio sicuro che emulare l'approccio di Samara in The Ring sia la strategia giusta per conquistare nuovi clienti?!


Uno dei più grandi errori di Digital Marketing che si tende a commettere in questi casi è rivolgersi al pubblico sbagliato perseguitandolo fino a quando non ne può più di vedere le tue pubblicità invadere il feed social.


Questo accade quando si è fermamente convinti che tutti, ma proprio tutti, abbiano voglia, bisogno e intenzione di acquistare da te. Quindi si attivano delle campagne promozionali cosidette broad, per raggiungere quante più persone possibili e si prosegue con una strategia a funnel, il cui remarketing finisce per inseguire anche chi - di fatto - è capitato per caso sulla tua homepage ma non è davvero interessato a ciò che offri.


Un vero e proprio spreco di tempo e denaro per la tua azienda... ma facilmente evitabile!


Ecco il mio consiglio:

Prima di attivare le tue campagne di advertising, siano esse Google, FB, Linkedin, Twitter, effettua un'indagine e individua il pubblico più adatto per il tuo brand, ovvero le persone che hanno un bisogno e un interesse reale per i tuoi prodotti e servizi.


Per conoscere i dettagli su come effettuare la tua indagine e identificare le giuste buyer personas, ti invito a leggere il mio articolo "Sfruttare le logiche dei quiz per identificare il proprio cliente ideale" (giuro, è divertente come una partita a I Soliti Ignoti 😉).


Errore #3 : Le strategie Clickbait di Pennywise

Va bene creare empatia, toccare le corde emotive del tuo pubblico, cavalcare i trend ma occhio a non adottare una comunicazione troppo diversa dalla natura del tuo brand!


Spesso per ricevere più interazioni, attirare l'attenzione di un numero maggiore di persone su un'iniziativa, si tende ad assumere un atteggiamento alla Pennywise, il perfido clown del film IT.


Sostanzialmente si fanno promesse (siano questi palloncini o esperienze fantastiche per l'utente) che poi non vengono mantenute, perché basate su una comunicazione non sincera, artefatta, strumentalizzata.


Capita di assumere questo atteggiamento soprattutto sulle nostre pagine social. Tendiamo a condividere post e contenuti sempre differenti, e anche molto distanti dal nostro mondo, in termini di taglio comunicativo e tematiche, il tutto per generare hype e un engagement rate più alto, ma quello che otteniamo realmente è solo l'effetto clickbait: tanta attenzione che a seguito del click (al tasto follow, al tasto scopri di più, al tasto like) si trasforma in una vera e propria delusione.


Questo perchè il contenuto effettivo - ciò che come azienda e marchio siamo per natura - non corrisponde a quello che promettiamo, e il nostro utente finisce per sentirsi ingannato.


Questo è un errore che, comunque, vale per tutte le attività di marketing: se si truffa il cliente e non si racconta una limpida verità, è più che logico che ne parli male con gli altri e dia inizio ad un passaparola negativo. E questo potrebbe avere un effetto disastroso per la tua azienda, soprattutto al giorno d’oggi che una informazione sul web può diventare virale in pochi minuti. Uno Squid Game in piena regola a cui, anche Brand noti hanno preso parte. Presento un esempio pratico nell'articolo "Brand Game - il gioco pericoloso dei marchi poo umani".


Ecco il mio consiglio per te, caro Penny:

Come anticipato prima, è importante studiare il target, comprenderne i gusti e confezionare contenuti realizzati su misura per le persone che ne fanno parte. Molto importante è anche non forzare la mano con l'emotività, se imparerai a conoscere il tuo pubblico, emozionare e conquistare sarà un processo del tutto naturale.



E tu, hai altri creepy errori che aggiungeresti alla lista?

Fammelo sapere! 😉

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